Come anticipato, il mestiere di portiere notturno mi concede ore di sublime fancazzismo, che investo nella visione di memorabili lungometraggi. Ma recensiro’ solo i migliori.
Iniziamo subito col dire che siamo di fronte ad un capolavoro, laddove gli ingredienti fondamentali del genere quali pulsioni adolescenziali, demenza, umorismo apparentemente facile e belle ragazze vengono ben dosati sfornando in tal modo una succulenta American Pie con le orecchie. Si parla infatti di conigliette, e un cameo finale del Patron di Playboy giustifica il prezzo del biglietto, anche perche’ io il biglietto non l’ho pagato. La trama e’ intrigante: dopo due lunghi anni di fidanzamento in astinenza, il giovane e casto protagonista si fa convincere dall’avvenente fidanzata e rompere gli indugi e non solo gli indugi. Ma la sera della prima memorabile chiavata succede un patatrac e il nostro, rovinando a terra ubriaco a causa di numerosi shortini serviti dall’amico demente, un giovane attore che e’ il sosia di quello di the Mask ma adesso non mi viene il nome, finisce in coma. Dopo quattro anni si sveglia, di soprassalto, perche’ l’amico gli tira una mazzata di baseball in testa. Nel lungo periodo di degenza sembra che tutti lo abbiano abbandonato, tranne la spassosa spalla, compresa la fidanzata mai sperimentata che chissa’ che fine ha fatto. Ha fatto la fine che e’ diventata una coniglietta di Playboy, lo scopre l’amico che e’ da sempre abbonatissimo. Il film racconta delle peripezie per raggiungere il megaparty a Los Angeles, a casa del tipo con la pipa, per ritrovare ed eventualmente riconquistare l’amore di un bel di’. I ragazzi dovranno inoltre fuggire dai vigili del fuoco, perche’ la tipa dell’amico ha sguinzagliato suo fratello pompiere. Perche’ vi state chiedendo tuttti quanti, perche’ lei soffre di epilessia, e mentre gli stava facendo un pompino lui ha acceso una lampada strobo e lei gli ha morso l’uccello. Cosi’ lui, un po’ a disagio, ha preso una forchetta e le ha decisamente sfigurato il volto. Sublime.
Di questa commedia incanta il ritmo, veloce lento veloce, tipo che succede una cosa pazzesca e poi la cinepresa indugia tre minuti sul viso sgomento di uno dei due, e tu continui a ridere. Cioe’ io continuo a ridere, ma credo anche tu. Un’altra cosa molto bella e’ che il protagonista fatica a muoversi perche’ si e’ appena svegliato dal coma durato quattro anni, e quando si emoziona si caga addosso, tipo cinque chili di diarrea alla volta. Delizioso.