Continuano le recensioni di capolavori troppo sottovalutati per essere veri. Leprechaun 3 suggerisce che vi sia un Leprechaun 1 e un 2, ma non avrei mai pensato ve ne fossero poi altri 3 per un totale di sei, tra cui Leprechaun nello Spazio e Leprechaun, di nuovo nello Spazio. Perche’ ho visto il 3? Perche’ e’ ambientato a Las Vegas. La mia devozione per la citta’ dove quello che fai nessun lo sa e’ stata premiata con una magistrale scena in cui il Leprecone incontra The King of Rock and Roll. Dopo averlo incontrato, Leprecone esclama:”Vegas, my kind of town!”; la scena si apre con un apprezzabile marchettone allo Strip Club Glitter Gulch oggi sotto la Freemont Experience, che sconsiglio.
Leprechaun significa gnomo, quel particolare tipo di gnomo che si trova in fondo all’Arcobaleno e custodisce una pignatta di monete d’oro. E’ molto avido, e se gli rubi una moneta si incazza come una iena. Questo accade all’inizio del lungometraggio, che, se non l’ho detto abbastanza, ribadisco trattasi di Capolavoro. Poi ho scoperto che il regista e’ uno dei preferiti di Tarantino, tanto per dire che non sono un pirla. Interessante perche’ mostra Las Vegas tipo vent’anni fa, cioe’ completamente diversa rispetto ad oggi, con Freemont Street ancora scoperta, il Frontier ancora sfavillante e il Luxor piccolo piccolo. Inoltre e’ in gran parte ambientato in un Casino sciatto come piace a me, tipo il Cortez, con il mago che intrattiene gli ospiti con uno spettacolo triste, come spesso i pomeridiani fuori dallo Strip, e la valletta coprotagonista vera veramente anni 80. Anche il protagonista e’ interessantissimo, una specie di Michael J Fox sfigato. Il Leprecone, interpretato da quel nano famoso che si chiama Warwick Davis e che fa lo gnomo anche recentemente in Harry Potter, cosi’ come in Willow, vanta un trucco perfetto, una pesante maschera che pero’ gli consente mimiche impressionanti. Evidentemente si e’ rotta, perche’ nel 4 di cui ho solo visto un pezzo era tutto rigido. E parla solo e soltanto in rima, e’ dannatamente scorretto e volgare, e il lungometraggio risulta cosi’ chiaramente un gore divertente ed ironico, ben lungi dallo spaventare. Se possiedi la moneta del Leprecone puoi esaudire i tuoi desideri, ma poi lui si incazza e ne subisci le conseguenze. Come la tipa che chiede di ringiovanire e diventare strafica…